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curiosità nel Lazio

le porte magiche di piazza Vittorio (Roma) e di Rivodutri

 

la porta magica nei giardini della piazza, a poca distanza da alcuni ruderi romani (foto alpav 2011)

 

 

particolare: triangoli sovrapposti

 

La porta magica od alchemica ubicata a piazza Vittorio è uno dei monumenti più insoliti di Roma. Per la cronaca è quanto resta della villa seicentesca di Massimiliano Palombara marchese di Pietraforte. La villa era proprio in questa zona e l'area, unitamente ad alcuni fabbricati, era pervenuta al marchese per eredità.

Nello specifico si tratta di quello che era l'ingresso secondario della proprietà dal lato della via di San Vito (lo spostamento nella piazza fu successivo). A quanto pare, il marchese frequentava ambienti alchemici della Roma del tempo. E fra gli interessati del tempo c'era probabilmente anche Cristina di Svezia che si era sistemata a Roma dopo aver abdicato al trono svedese.

I diversi simboli alchemici riportati sulla porta sono sovente quelli in uso nel seicento. Negli stipiti, fra l'altro, si riconoscono alcuni pianeti ed i metalli che possono essere associati a questi. I due nani hanno invece provenienza diversa.

Tale porta viene classificata in ebraico anche con la dizione Ruach Elohim. Il marchese scrisse anche diversi sonetti con contenuti alchemici. Alcuni di questi furono indicati dall'autore come " descrizione delle dodici figure filosofiche ". Altri suoi testi accennano anche alla "compagnia della Rosea Croce ".

Non sono distanti da questo luogo l'auditorium di Mecenate ed altre evidenze dell'Esquilino . Fermate della metropolitana non sono distanti.

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Ovviamente diversi cultori si sono interessati alla porta di Piazza Vittorio ma anche ad analoga struttura nel paesino di Rivodutri in provincia di Rieti. E non mancano diverse pubblicazioni per chi vuole approfondire. A titolo di esempio riportiamo la copertina di uno di questi volumi dedicati all'arco sabino.

 

Causa diverse distruzioni avvenute nel corso di un lunghissimo periodo la porta od arco di Rivodutri è ora sistemata in un giardino del paesino, ma faceva parte di un palazzetto privato- probabilmente seicentesco- che inizialmente apparteneva alla famiglia Camisciotti.



Però non si sa nulla su chi ispirò questa porta. Anche perchè -nei tempi andati- gli appassionati di materie alchemiche ci tenevano a restare anonimi.

Nei disegni ci sono comunque diversi riferimenti cristiani e sono ricorrenti le riproduzioni di palme. Ci sono comunque alcuni disegni interessanti (il simbolo di Mercurio, la Navicella ecc.) e gli intrecci simbolici non sono pochi. Secondo molti ci sono grosse differenze con i simboli ermetici della porta romana. Alcuni abitanti del luogo la chiamano anche "Porta di Nicol ".

In periodo medievale Rivodutri fu possedimento dell'abbazia di Farfa. Il paesino è poco distante dalla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile e dagli itinerari francescani della zona. In prossimità di Rivodutri c'è anche un grande faggio sotto il quale- secondo una leggenda popolare- una volta si sarebbe rifugiato il Santo di Assisi.

 



panorama del borgo di Rivodutri  (vecchia foto)

 

  approfondimento : Porta_Alchemica

 approfondimento : arco alchemico di Rivodutri

 argomento collegato: Bomarzo, parco dei mostri


 

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