curiosità a Roma e nel Lazio

 

il Lazio dipinto da Ernest Hebert, Paul Bril, Gaspard Dughet, Gaspar van Wittel, Jakob Philipp Hackert & William Turner

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La tradizione del c.d. Grand Tour indusse anche molti artisti stranieri a dipingere paesaggi romani e laziali. Alcuni di questi si fermarono pure per molto tempo per motivi diversi. Fra l'altro l'Accademia di Francia a Roma (ospitata dal 1803 presso Villa Medici) fin dalla fine del XVII secolo -grazie al c.d. Prix de Rome - era motivo di richiamo per molti artisti francesi. Ma le provenienze erano ovviamente diverse.

Fra gli artisti coinvolti nella citata Accademia ci fu- fra gli altri - Ernest Hebert (originario di Grenoble, 1817-1908) che per due mandati diresse la sede romana e per la quale il Museo d'Orsay a Parigi curò -nell'autunno 2008- una mostra dedicata ai suoi quadri e quindi ai contadini nel Lazio. Fa parte della collezione permamente di tale museo anche un suo celebre quadro intitolato "La Mal'aria " che probabilmente rappresenta la difficile situazione del tempo nel Pontino. Tuttavia Hebert dipinse anche altri soggetti (esempi: donne di Cervara, le fienarole di San Germano/Cassino, i due dipinti qui riprodotti ed altri ancora).


Hebert, ragazze di Alvito, foto wikimedia
 


Hebert, pescatori di Anzio, foto wikimedia

Paul Brill fu un pittore di epoca ben precedente (Anversa 1554, Roma 1626) quindi di un'altra stagione artistica. Fu influenzato contestualmente dal manierismo e dallo stile fiammingo. Collaborò a diversi cicli di affreschi a Roma ed in Vaticano ma anche in periferia (ad esempio a Monterotondo). Si occupava volentieri di paesaggi e qualche volta inseriva personaggi mitologici.


Paul Brill, panorama del feudo Rocca Sinibalda, foto wikimedia


Paul Brill, veduta di Bracciano-foto wikimedia

Il famoso Nicolas Poussin che visse per molto tempo a Roma aveva una predilezione per i soggetti storici e mitologici quindi le sue vedute sono spesso subordinate a tali soggetti principali. Tuttavia egli aveva sposato la figlia di una coppia italo-francese (lui parigino, lei di Paliano) ed il cognato Gaspare Dughet (1615-1675) fu un discreto pittore, riuscì ad avere uno stile autonomo ed oggi molti suoi dipinti sono nei principali musei od in forma di affresco in palazzi e ville (ad esempio nel Palazzo Doria-Pamphilj di Valmontone). Parte del suo impegno riguardò comunque i paesaggi laziali. Sembra avesse anche degli ambienti di lavoro a Tivoli e Frascati.


Dughet, il monastero di Camaldoli pressi Frascati, proprietà Fondazione Cariplo, foto wikimedia

Di origini olandesi fu invece l'artista Gaspar van Wittel (1653 -1736) che arrivò a Roma intorno al 1674 quasi in coincidenza con il Giubileo del 1675. All'inizio anche per via di una collaborazione con un ingegnere si interessò molto al fiume Tevere (vedi esempio di dipinto) ma più in avanti fu un ottimo vedutista e lavorò anche in altre parti d'Italia. Per approfondimenti in sito collegato: van Wittel pittore. Diversi suoi dipinti furono -all'epoca- acquistati dalla famiglia Colonna (e fra questi alcuni quadri riproducono luoghi come Marino, Genazzano e via continuando). Suo figlio Lodewijk fu pure un apprezzatissimo architetto ma in Italia è famosissimo con il nome di Luigi Vanvitelli.


Gaspar van Wittell-Villa Farnese a Caprarola -foto wikimedia

 

Anche i tedeschi non disdegnavano i viaggi in Italia e fra gli stessi va ricordato pure Jakob Philipp Hackert (1737-1807) che iniziò a risiedere a Roma e poi in altre città a partire dal 1768. Ebbe importanti committenti ma a lui si debbono anche alcuni interessanti paesaggi.


Hackert -veduta del lago di Albano e di Castel Gandolfo-foto wikimedia


Hackert -tempio di Ercole a Cori -foto wikimedia

Diversi pittori nel tempo si sono occupati dei paesaggi di Tivoli, ma ci piace qui rappresentare un'opera dell'inglese William Turner (1775-1851) che non fu residente in Italia ma che vi viaggiava spesso e volentieri. E si fermava dove aveva interesse. Una targa ricorda ad esempio che l'artista pernottò anche presso la locanda Martorelli di Ariccia dove un ambiente era stato affrescato dal polacco Taddeo Kuntze. Diversi suoi disegni su Ariccia e dintorni sono conservati alla Tate Gallery di Londra. Esiste anche un dipinto di Turner che riproduce il famoso ponte ed il paesaggio della cittadina laziale. Ma suscitano molto interesse alcuni suoi dipinti sul lago di Nemi ed il c.d. ramo d'oro.


Turner, Tivoli e cascate-foto wikimedia

Altri Altri numerosi stranieri amarono dipingere paesaggi e popolani del Lazio e fra questi ricordiamo pure un gruppo di artisti ricordati anche da un'associazione di Olevano Romano: l'austriaco Joseph Anton Koch (1768-1839) autore di paesaggi dedicati a Subiaco, Tivoli ecc.., l'alsaziano Karl Lindemann Frommel, lo svizzero Friedrich Salatè, il tedesco Franz Gustav Arndt ecc.. La citata associazione (museo e centro studi sulla pittura di paesaggio europea del Lazio) documenta pure l'impegno di un gruppo di artisti danesi ed altri.
Comunque anche molti pittori italiani (esempio Bartolomeo Pinelli) sono stati spesso attratti dalle bellezze e dalle tradizioni di Roma e dintorni. Ma l'argomento è ovviamente molto vasto.
 

 

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