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COSE D'EGITTO A ROMA E DINTORNI

 

Il fascino dell'Egitto ebbe i suoi effetti nell'antica Roma e la Piramide Cestia non Ŕ l'unica testimonianza di questa vicenda. Poi fino all'epoca rinascimentale c'era un'altra piramide nei pressi di piazza San Pietro. Quest'ultima nel medioevo era chiamata Meta Romuli mentre quella ancora esistente era detta Meta Remi.

Poi in tante piazza di Roma ci sono degli obelischi egizi (alcuni autentici, altri in copia...) e nel contesto dell'antica Urbe c'era anche il c.d. Iseo Campense. E pochi sanno che nei pressi dell'attuale Piazza Fiume (in quelli che erano gli horti sallustiani) sono state trovate alcune grandi statue egizie ora conservate presso il Museo Gregoriano Egizio in Vaticano. Fra queste le statue della Regina Tuya,  di Tolomeo Filadelfo e della Regina Arsinoe II che furono probabilmente portate a Roma all'epoca di Caligola. Altri pezzi egizi furono trovati- dopo gli eventi del 1870- dall'archeologo Grazio Marucchi e sono ora in Campidoglio insieme ad alcuni reperti provenienti dalla collezione di villa Verospi-Vitelleschi.

Tutto ciò documenta i collegamenti (non solo amministrativi e politici) con la provincia romana d'Egitto che si venne a creare con la morte di Cleopatra (30 a.C..) ultima esponente della dinastia tolemaica.

Ma oltre un secolo primo era anche successo che il faraone Tolomeo VI (Filometore) si era rifugiato a Roma per un pò di tempo. Poi diversi artisti provenienti da Alessandria d'Egitto operavano in Italia e talora ebbero anche dei seguaci.

Proprio a quest'ultimo ambito artistico (comunque ispirato anche all'arte ellenistica) vanno attribuiti in particolare il mosaico nilotico ( metri 5,85 x 4,31) conservato presso il museo archeologico prenestino (vedi foto) e la meno nota ma bellissima soglia nilotica di Priverno (lunga quasi 5 metri) proveniente da una fastosa domus dell'antica Privernum.


pubblicazione sul mosaico del museo Priverno
vedi relativa pagina

Quest'ultimo mosaico, insieme ad una bella testa tolemaica rinvenuta a Roma nei pressi di via Labicana, Ŕ stata esposta alla mostra Cleopatra presso il chiostro del Bramante.

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La citata piramide dell'ostiense è ovviamente il monumento funebre per Caio Cestio (o pi¨ esattamente, come ricorda un'iscrizione, per Caio Cestio Epulone figlio di Lucio della tribù Polilia, pretore, tribuno della plebe, settemviro preposto ai banchetti sacri ). Tale costruzione sembrerebbe risalire intorno al 18 a.C.

 

IN VIA DI REDAZIONE

 


la piramide all'ostiense e confronto con quella all'epoca disegnata dal Piranesi

 


altra visuale della Piramide Cestia

 


la piramide Meta Rumoli in un vecchio disegno

 


piccola piramide nella necropoli di Porto (Fiumicino/Ostia)-foto ap

 

 

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